La Legge n. 88 del 22 maggio 2026 ha introdotto una svolta concreta per milioni di contribuenti italiani: la Rottamazione-quinquies si estende finalmente anche ai debiti con Regioni, Comuni e altri enti territoriali.
Se hai cartelle esattoriali relative a IMU, TARI, bollo auto, multe stradali o altri tributi locali risalenti al periodo 2000-2023, potresti avere l’opportunità di estinguerli pagando solo il capitale, senza sanzioni, interessi di mora e aggio.
Ma attenzione: non è automatico.
L’applicazione della misura dipende da una delibera che ogni singolo ente locale deve adottare e trasmettere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026. Le adesioni dei contribuenti saranno invece aperte dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
Cos’è la Rottamazione-quinquies per gli Enti Locali
La Rottamazione-quinquies è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) come quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali.
Nella sua versione originaria, riguardava i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 derivanti da imposte statali e contributi INPS non versati.
Con la successiva Legge n. 88/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026, il legislatore ha esteso questa opportunità anche a tutti i debiti, tributari e non, risultanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dalle Regioni e dagli enti locali nel medesimo arco temporale.
Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. In concreto, ciò significa che tributi locali come IMU, TARI, bollo auto e sanzioni del Codice della strada irrogate dai Comuni, entrano ora nel perimetro della definizione agevolata, a condizione che il singolo ente abbia deliberato la propria adesione.
L’aderente alla misura potrà estinguere il debito versando esclusivamente il capitale e le spese esecutive e di notifica, con stralcio totale di sanzioni, interessi di mora e aggio.
↳ Differenza tra Rottamazione-quinquies statale e quella per enti locali
↳ Quali tributi locali rientrano nella definizione agevolata
Scadenze cruciali: cosa deve fare il tuo Comune entro il 30 giugno 2026
Il meccanismo di questa rottamazione è a doppio binario: prima deve muoversi l’ente locale, poi il contribuente. L’applicazione della misura agevolativa è subordinata all’adozione da parte dell’ente interessato di un apposito provvedimento, da pubblicare sul proprio sito istituzionale e trasmettere ad Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà entro il 15 giugno 2026 le modalità operative per la trasmissione. Questo significa che manca pochissimo: hai solo pochi giorni per verificare se il tuo Comune, la tua Provincia o la tua Regione hanno già deliberato o stanno per deliberare l’adesione. Come verificarlo? Controlla il sito istituzionale del tuo ente locale nella sezione atti deliberativi o bandi. In assenza di delibera entro il 30 giugno, i debiti con quell’ente rimarranno fuori dalla misura agevolata. Se il tuo ente aderisce, dal 15 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili nell’area riservata i dati necessari per individuare i carichi definibili. Le adesioni dei contribuenti potranno essere presentate esclusivamente in via telematica dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
↳ Calendario operativo per i Comuni: entro il 15 e 30 giugno 2026
↳ Come verificare se il tuo Comune ha aderito
Come funziona il pagamento: rate e scadenze per il contribuente
Una volta che l’ente locale avrà aderito e il contribuente avrà presentato la domanda entro il 31 ottobre 2026, si applicano le stesse regole della Rottamazione-quinquies statale. Il pagamento delle somme dovute può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027, oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari ammontare. Le scadenze delle rate seguono un calendario fisso: il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ogni anno a partire dal 2027. Questo significa che il piano di rientro si può estendere fino al 2035, garantendo rate molto contenute anche per debiti significativi. In merito alla decadenza, la Rottamazione-quinquies si caratterizza per regole più flessibili rispetto alla precedente edizione: si decade dai benefici solo in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive. Un margine di tolleranza che riduce il rischio per chi attraversa momenti di difficoltà finanziaria temporanea. Si ricorda che, in caso di pagamento rateale, si applicano interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
↳ Unica soluzione vs 54 rate bimestrali: quale scegliere
↳ Regole di decadenza più flessibili rispetto alla Quater
Chi può accedere: requisiti e debiti esclusi
L’accesso alla Rottamazione-quinquies degli enti locali non è universale: occorre verificare attentamente i requisiti. Possono aderire i contribuenti che hanno carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali che hanno deliberato la propria adesione.
Rientrano anche i carichi già oggetto di precedenti rottamazioni o di saldo e stralcio per i quali si è incorsi in decadenza, nonché i carichi della Rottamazione-quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, non risultavano versate tutte le rate scadute.
Sono invece esclusi dalla misura: i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti; i carichi della Rottamazione-quater per i quali, al 30 settembre 2025, risultavano regolarmente versate tutte le rate scadute (questi rimangono vincolati al piano quater originario); i debiti affidati all’Agente della riscossione dopo il 31 dicembre 2023, che dovranno essere gestiti con strumenti ordinari come la rateizzazione o il ravvedimento operoso.
Un’analisi accurata della propria posizione debitoria prima di presentare la domanda è indispensabile per non incorrere in errori.
↳ Debiti recuperabili da precedenti rottamazioni decadute
↳ Debiti esclusi: Corte dei conti e carichi post 2023
Rottamazione Quinquies o Rateizzazione ordinaria: quale conviene?
Non sempre la rottamazione è la scelta ottimale. Prima di aderire è fondamentale un’analisi comparativa.
La Rottamazione-quinquies degli enti locali consente di azzerare sanzioni, interessi di mora e aggio, pagando il solo capitale con rate fino a 9 anni.
Tuttavia, sulle rate successive alla prima si applicano interessi al 3% annuo.
La rateizzazione ordinaria delle cartelle, introdotta dalla riforma del 2025, permette invece fino a 84 rate mensili (estendibili a 120 in caso di comprovata difficoltà economica), ma senza stralcio di sanzioni e interessi già maturati.
Il vantaggio della rottamazione è tanto maggiore quanto più il debito è composto da sanzioni e interessi.
Per debiti recenti o a prevalente quota capitale, la valutazione deve essere più attenta.
Esiste inoltre il tema dell’accesso al credito: un soggetto con cartelle esattoriali attive viene spesso classificato come ad alto rischio dagli istituti di credito.
La regolarizzazione tramite la definizione agevolata interrompe questo circolo vizioso, permettendo una graduale riabilitazione del merito creditizio. Una consulenza specializzata è essenziale per scegliere lo strumento più vantaggioso caso per caso.
↳ Quando la rottamazione è più conveniente della rateizzazione
↳ Impatto sulla reputazione creditizia del contribuente
Hai debiti con il tuo Comune per IMU, TARI o altri tributi locali? La finestra della Rottamazione-quinquies degli enti locali si chiude prima del previsto: i Comuni devono deliberare entro il 30 giugno 2026, le adesioni aprono a settembre. Non rischiare di perdere questa opportunità per un errore di valutazione o un ritardo.
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