STORIE DI SUCCESSO

Leggi alcuni dei nostri molti casi di successo. Annulliamo o riduciamo drasticamente i tuoi debiti con il Fisco, e le testimonianze dei nostri clienti ne sono la prova.
casi di annullamento di debiti con il fisco
casi di annullamento di debiti con il fisco
Avviso di accertamento da 4.675.511,31 € annullato del tutto
Umberto è il CEO di varie aziende specializzate nella riparazione di grandi mezzi industriali.

A causa di errori commessi dal suo commercialista, l’Agenzia delle Entrate ha notificato a lui e alla moglie, in qualità di ex soci di una vecchia società chiusa, un avviso di accertamento pari a 4.675.511,31 €.

Una richiesta di tasse, sanzioni e interessi impressionante che avrebbe messo KO qualsiasi imprenditore.

immagine avviso di accertamento

La situazione di Umberto era difficile, perché l’errore commesso dal suo commercialista era talmente grave da non lasciare scampo alle richieste dell’Agenzia delle Entrate.

Fortunatamente, però, anche l’Agenzia delle Entrate talvolta commette degli errori.

L’errore che ha fatto l’Ufficio, nel caso di Umberto, è stato quello di applicare una norma che non si poteva applicare.

Per fortuna Umberto ci ha chiamati e, da una approfondita analisi della sua situazione, abbiamo evidenziato questo errore fatale che aveva commesso il Fisco.

Questo errore ci ha permesso di ottenere una sentenza definitiva favorevole per Umberto, che ha annullato l’avviso di accertamento di 4.675.511,31 €, e che ha ridato serenità ad un imprenditore.

immagine annullamento accertamento

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Avviso di accertamento da 114.000,00 € annullato del tutto
La società ha ricevuto un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate, rideterminando il reddito dichiarato, accertava maggiori importi a titolo di IRAP e IVA, con una notevole richiesta complessiva tra imposte, sanzioni e interessi.
Durante una verifica fiscale, l’Agenzia delle Entrate riscontrava una differenza tra le rimanenze finali di magazzino dichiarate e le consistenze di merci.
Nell’avviso di accertamento, l’Agenzia delle entrate sosteneva che la suddetta differenza fosse idonea a fondare la presunzione di maggiori ricavi e operazioni imponibili IVA, con il conseguente accertamento di un maggiore reddito,di un maggiore valore della produzione e di un maggiore volume d’affari di 114.000,00 €.

La società ha deciso di non piegarsi alle richieste dell’Agenzia delle Entrate e ci ha contattati.
Dopo aver analizzato l’avviso di accertamento, ci siamo resi conto che lo stesso conteneva degli errori e che poteva essere annullato totalmente.
Abbiamo così deciso insieme di preparare una strategia difensiva ad hoc che potesse permettere alla società di vincere il contenzioso contro l’Agenzia delle Entrate.

L’avviso di accertamento impugnato dalla società è stato integralmente annullato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma.
L’Agenzia delle Entrate, ritenendo di essere nel giusto, ha però proposto appello.
La sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio ha però rigettato il ricorso in appello dell’Agenzia delle entrate, condannando la stessa a ben 5.000 € di spese.

immagine sentenza

immagine annullamento accertamento

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Notifica di una cartella di pagamento del valore di oltre 50.000 €
Sara ha ricevuto la notifica di una cartella di pagamento del valore di oltre 50.000 Euro.

Sin dall’inizio i tributi richiesti con la cartella di pagamento apparivano prescritti, trattandosi di imposte relative agli anni 2002 e 2003.
Abbiamo così presentato ricorso in Commissione Tributaria eccependo la prescrizione delle imposte e la nullità della cartella di pagamento.

La Commissione Tributaria ha accolto il nostro ricorso decretando la nullità della cartella di pagamento.

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90% del debito fiscale annullato
Salvatore aveva una ditta individuale, ma a causa dei debiti con l’Agenzia delle Entrate -Riscossione (ex Equitalia), è stato costretta a chiuderla.
Chiudere l’azienda non è però la soluzione giusta: i debiti – specie quelli con il Fisco – rimangono!
Salvatore si è rivolto a noi.
Dopo un’attenta analisi della sua situazione debitoria, abbiamo stimato la possibilità di cancellare circa il 90% del debito complessivo, (quasi 90.000,00 €), rateizzando la rimanenza.

Oggi Salvatore è ripartito con una nuova azienda, pulita e libera dai debiti fiscali, avendo ottenuto la pulizia del 90% del debito in meno di 1 anno.

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immagine esito positivo ricorso

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Risparmio del 68% su un avviso di accertamento
Luca, odontoiatra, ha ricevuto un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate in materia di IRPEF, relative Addizionali e IRAP.
L’Ufficio ha rettificato induttivamente il reddito dichiarato da Luca, basandosi sul consumo annuale di guanti effettuato dallo stesso nell’ambito dell’attività di odontoiatra, consumo ritenuto eccessivo sulla base dello studio di settore.

A fronte di una richiesta complessiva tra imposta, sanzioni e interessi pari a oltre 30.500,00 euro siamo riusciti in sede di accertamento con adesione a raggiungere un accordo con l’Ufficio.
Luca ha avuto un risparmio complessivo del 68% ed ha fatto pace con il fisco pagando 7.800 euro circa a fronte dei 30.500 richiesti, evitando così un lungo contenzioso tributario.

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Annullata intimazione di pagamento

Mattia ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione un’intimazione di pagamento con la quale l’Ufficio gli ha richiesto il pagamento di 161mila euro.
Mattia si è rivolto a noi.
Dopo un’attenta analisi della sua situazione debitoria, abbiamo stimato la possibilità di cancellare la maggior parte del debito complessivo, perché dall’analisi:

  • dell’intimazione di pagamento ci siamo accorti che il credito era prescritto;
  • delle relative relate di notifica è emerso che molti atti non erano stati notificati in maniera corretta.


Il Tribunale di Ferrata, competente a decidere per quanto riguarda le somme richieste a titolo di contributi INPS e premi INAIL, ha accolto il nostro ricorso, dichiarando intervenuta la prescrizione dei crediti previdenziali, condannando l’INPS e l’ADER al pagamento delle spese di lite, per euro 3.727,00.

Il tutto passato in giudicato!

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immagine esito positivo ricorso

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Annullato il debito previdenziale, per intervenuta prescrizione delle somme richieste nell’intimazione di pagamento

Mauro ha ricevuto la notifica di un’intimazione di pagamento ed era molto preoccupato.
Si è rivolto subito a noi per capire come procedere, anche perché molte delle cartelle/avvisi di addebito elencati nell’intimazione non li aveva mai ricevuti.
Come prima cosa abbiamo analizzato l’atto e ci siamo subito accorti che molte somme avevano ad oggetto crediti prescritti.
Per cui, abbiamo presentato ricorso in Tribunale, eccependo non solo il difetto di notifica delle cartelle/avvisi di addebito e, dunque, la nullità di tali atti, ma anche l’intervenuta prescrizione delle imposte.

Il tutto passato in giudicato!

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