Storie di successo
Leggi alcuni dei nostri molti casi di successo. Annulliamo o riduciamo drasticamente i tuoi debiti con il Fisco, e le testimonianze dei nostri clienti ne sono la prova.


Annullato del tutto Avviso di accertamento da: € 4.675.511 SRL

Annullato del tutto Avviso di accertamento da: € 114.000 SRL

Annullato del tutto Atto di recupero da: € 1.824.611 SRL

Annullamento totale Debito di sovraindebitamento € 1.064.948 Persona fisica

Cartella di pagamento Ridotta del 90% € 90.000

Intimazione di pagamento Annullata del tutto € 39.000
Avviso di accertamento
Annullato del tutto SRL
Umberto è il CEO di varie aziende specializzate nella riparazione di grandi mezzi industriali.
A causa di errori commessi dal suo commercialista, l’Agenzia delle Entrate ha notificato a lui e alla moglie, in qualità di ex soci di una vecchia società chiusa, un avviso di accertamento pari a 4.675.511,31 €.
Una richiesta di tasse, sanzioni e interessi impressionante che avrebbe messo KO qualsiasi imprenditore.

La situazione di Umberto era difficile, perché l’errore commesso dal suo commercialista era talmente grave da non lasciare scampo alle richieste dell’Agenzia delle Entrate.
Fortunatamente, però, anche l’Agenzia delle Entrate talvolta commette degli errori.
L’errore che ha fatto l’Ufficio, nel caso di Umberto, è stato quello di applicare una norma che non si poteva applicare.
Per fortuna Umberto ci ha chiamati e, da una approfondita analisi della sua situazione, abbiamo evidenziato questo errore fatale che aveva commesso il Fisco.
Questo errore ci ha permesso di ottenere una sentenza definitiva favorevole per Umberto, che ha annullato l’avviso di accertamento di 4.675.511,31 €, e che ha ridato serenità ad un imprenditore.

Se anche tu vuoi ottenere questi risultati e risolvere definitivamente con l’Agenzia delle Entrate, compila il nostro modulo di contatto ed entro 1 ora sarai richiamato da un nostro consulente.
Avviso di accertamento
Annullato del tutto SRL
La società ha ricevuto un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate, rideterminando il reddito dichiarato, accertava maggiori importi a titolo di IRAP e IVA, con una notevole richiesta complessiva tra imposte, sanzioni e interessi.
Durante una verifica fiscale, l’Agenzia delle Entrate riscontrava una differenza tra le rimanenze finali di magazzino dichiarate e le consistenze di merci.
Nell’avviso di accertamento, l’Agenzia delle entrate sosteneva che la suddetta differenza fosse idonea a fondare la presunzione di maggiori ricavi e operazioni imponibili IVA, con il conseguente accertamento di un maggiore reddito,di un maggiore valore della produzione e di un maggiore volume d’affari di 114.000,00 €.
La società ha deciso di non piegarsi alle richieste dell’Agenzia delle Entrate e ci ha contattati.
Dopo aver analizzato l’avviso di accertamento, ci siamo resi conto che lo stesso conteneva degli errori e che poteva essere annullato totalmente.
Abbiamo così deciso insieme di preparare una strategia difensiva ad hoc che potesse permettere alla società di vincere il contenzioso contro l’Agenzia delle Entrate.
L’avviso di accertamento impugnato dalla società è stato integralmente annullato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma.
L’Agenzia delle Entrate, ritenendo di essere nel giusto, ha però proposto appello.
La sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio ha però rigettato il ricorso in appello dell’Agenzia delle entrate, condannando la stessa a ben 5.000 € di spese.
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Avviso di accertamento
Annullato del tutto SRL
Antonella è l’amministratrice di una società specializzata nella logistica e nella cantieristica pesante.
A seguito di vicissitudini che hanno interessato l’azienda familiare dei genitori, l’Agenzia delle Entrate ha notificato a lei in qualità di amministratrice un atto di recupero.
Una richiesta di tasse, sanzioni e interessi impressionante che avrebbe messo KO qualsiasi imprenditore.

La situazione di Umberto era difficile, perché l’errore commesso dal suo commercialista era talmente grave da non lasciare scampo alle richieste dell’Agenzia delle Entrate.
Fortunatamente, però, anche l’Agenzia delle Entrate talvolta commette degli errori.
L’errore che ha fatto l’Ufficio, nel caso di Umberto, è stato quello di applicare una norma che non si poteva applicare.
Per fortuna Umberto ci ha chiamati e, da una approfondita analisi della sua situazione, abbiamo evidenziato questo errore fatale che aveva commesso il Fisco.
Questo errore ci ha permesso di ottenere una sentenza definitiva favorevole per Umberto, che ha annullato l’avviso di accertamento di 4.675.511,31 €, e che ha ridato serenità ad un imprenditore.

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Debito consolidato
Annullamento totale Persona fisica
Anna Maria si è rivolta a Noi, dopo aver maturato un debito superiore a 1 milione di euro a causa di una cattiva gestione dell’attività che aveva intrapreso con il suo ex marito.
Abbiamo gestito la debitoria con il sovraindebitamento e il giudice ha concesso l’esdebitazione dell’incapiente, annullando del tutto la debitoria.
Un grande risultato.

Cartella di pagamento
Cartella di pagamento
Salvatore aveva una ditta individuale, ma a causa dei debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia), è stato costretta a chiuderla.
Chiudere l’azienda non è però la soluzione giusta: i debiti – specie quelli con il Fisco – rimangono!
Salvatore si è rivolto a noi.
Dopo un’attenta analisi della sua situazione debitoria, abbiamo stimato la possibilità di cancellare circa il 90% del debito complessivo, (quasi 90.000,00 €), rateizzando la rimanenza.
Oggi Salvatore è ripartito con una nuova azienda, pulita e libera dai debiti fiscali, avendo ottenuto la pulizia del 90% del debito in meno di 1 anno.
Intimazione di pagamento
Intimazione di pagamento
Mattia ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione un’intimazione di pagamento con la quale l’Ufficio gli ha richiesto il pagamento di 161mila euro.
Mattia si è rivolto a noi.
Dopo un’attenta analisi della sua situazione debitoria, abbiamo stimato la possibilità di cancellare la maggior parte del debito complessivo, perché dall’analisi:
- dell’intimazione di pagamento ci siamo accorti che il credito era prescritto;
- delle relative relate di notifica è emerso che molti atti non erano stati notificati in maniera corretta.
Il Tribunale di Ferrata, competente a decidere per quanto riguarda le somme richieste a titolo di contributi INPS e premi INAIL, ha accolto il nostro ricorso, dichiarando intervenuta la prescrizione dei crediti previdenziali, condannando l’INPS e l’ADER al pagamento delle spese di lite, per euro 3.727,00.
Il tutto passato in giudicato!
