Conciliazione tributaria: perché conviene?

La conciliazione tributaria consente di chiudere la lite contro il Fisco e risparmiare le sanzioni!

Nel processo tributario è possibile pervenire ad un accordo con il Fisco mediante la cosiddetta conciliazione tributaria.

Si tratta di uno strumento deflattivo che consente alle aziende di chiudere definitivamente la partita con il Fisco, successivamente alla presentazione di un ricorso tributario contro l’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate ovvero successivamente all’instaurazione del giudizio di appello.

In caso di conciliazione andata a buon fine si chiude la partita con uno sconto sulle sanzioni dovute.

Conciliazione tributaria: cenni

Nelle ipotesi in cui l’azienda abbia la possibilità di perfezionare la conciliazione giudiziale tributaria durante lo svolgimento del processo tributario, tale opzione – operata chiaramente una valutazione complessiva della vicenda – dovrebbe essere attentamente considerata.

Tale strumento attribuisce al contribuente la possibilità di risolvere la controversia contro l’Agenzia delle Entrate insorta in tempi relativamente brevi, senza dover attendere lo svolgimento dei tre gradi di giudizio che potrebbe, tra l’altro, avere come esito una pronuncia sfavorevole.

La conciliazione fiscale si perfeziona con un accordo tra le parti che deve garantire un reciproco ristoro delle rispettive pretese, consentendo spesso ai contribuenti di ottenere una riduzione delle imposte e delle sanzioni amministrative richieste dall’Agenzia delle Entrate.

È importante, inoltre, considerare che la conciliazione giudiziale non preclude all’azienda la possibilità di continuare il giudizio, qualora non raggiunga l’accordo sperato con l’Amministrazione Finanziaria.

La conciliazione tributaria può essere perfezionata in udienza ovvero fuori udienza.

La conciliazione tributaria fuori udienza e in udienza

La conciliazione fiscale fuori udienza può essere proposta dall’azienda oppure dal Fisco (articolo 48 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546). In caso di esito positivo questi devono presentare un’istanza congiunta per la definizione della controversia.

Questa può essere totale o parziale. Nel primo caso riguarda l’intera pretesa dell’Agenzia delle Entrate, mentre nel secondo caso riguarda una parte della pretesa.

Se l’accordo conciliativo è totale, la Commissione Tributaria emette una sentenza di cessata materia del contendere: in tal caso l’azienda ha definitivamente chiuso la partita con il Fisco (articolo 48, comma 2, del D. Lgs. n. 546 del 1992).

Se l’accordo conciliativo è invece parziale, la Commissione Tributaria prende atto di tale circostanza e procede ad esaminare la causa per la quale le parti non sono invece pervenute all’accordo (articolo 48, comma 2, ultimo capoverso, del D. Lgs. n. 546 del 1992).

La conciliazione può considerarsi perfezionata al momento della sottoscrizione dell’accordo, nel quale devono essere indicate le somme dovute dal contribuente, con i relativi termini e le relative modalità di pagamento (articolo 48, comma 4, del D. Lgs. n. 546 del 1992).

La conciliazione tributaria in udienza

Per quanto riguarda la conciliazione giudiziale in udienza, la stessa può essere azionata dall’azienda, dal Fisco oppure dalla Commissione Tributaria.

Quando è il giudice tributario a prendere l’iniziativa per chiudere il contenzioso mediante la conciliazione giudiziale, questi invita le parti a tentare di definire le rispettive pretese tramite un accordo. Al buon esito della conciliazione giudiziale viene redatto un verbale in udienza contenente tutte le specifiche in merito all’accordo preso relativamente agli importi e all’assolvimento degli stessi (articolo 48-bis, comma 3, del D. Lgs. n. 546 del 1992).

Ove Fisco e contribuente raggiungano la conciliazione giudiziale, la Commissione Tributaria dichiara con sentenza che il giudizio è estinto per cessata materia del contendere.

I benefici della conciliazione tributaria per l’azienda

Il contribuente che raggiunge un accordo con il Fisco – attraverso l’istituto della conciliazione giudiziale – beneficia di una riduzione delle sanzioni amministrative, pari al 60 per cento se la conciliazione giudiziale interviene in primo grado e pari al 50 per cento se la conciliazione interviene in secondo grado. Il versamento delle somme può essere effettuato sia in un’unica soluzione sia a rate trimestrali.

La conciliazione tributaria rappresenta per l’azienda una valida alternativa al contenzioso tributario insorto con il Fisco.

Gli aspetti positivi di questo strumento sono:

  • i benefici in termini di riduzione delle sanzioni amministrative
  • la possibilità di chiudere una lite tributaria senza dover attendere i tempi per una sentenza definitiva.

Il presente articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce l’attività di un avvocato tributarista.

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