Reati tributari: come si dividono!

I reati tributari si dividono in reati in cui conta l’importo evaso e reati in cui non rileva!

È importante sapere che da una verifica fiscale – contestata mediante la notifica di un avviso di accertamento – possono scaturire dei reati tributari, se la violazione ha una rilevanza penale.

1. Reati tributari: come si dividono?

reati tributari possono essere classificati in due categorie:

  • reati fiscali che si configurano a prescindere dall’importo evaso sottratto a tassazione;
  • reati fiscali che si configurano in base all’importo evaso sottratto a tassazione.

2. Reati tributari che si configurano a prescindere dall’importo evaso

A questa categoria di reati tributari appartengono i reati tributari qui elencati. Vediamo quali sono le pene.

Reato tributario di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture inesistenti. La pena – prevista dall’articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 –  per questo reato è la reclusione da quattro a otto anni. Se l’importo evaso è inferiore a centomila euro, la reclusione – sulla base del comma 2-bis dell’articolo 2 – varia da un anno e sei mesi a sei anni.

Reato di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. La pena – prevista dall’articolo 8 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da quattro a otto anni. Se l’importo evaso è inferiore a centomila euro, la reclusione – sulla base del comma 2-bis dell’articolo 8 – varia da un anno e sei mesi a sei anni.

Reato fiscale di occultamento o distruzione di documenti contabili. La pena – prevista dall’articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da tre a sette anni.

Reato di omesso versamento di ritenute certificate. La pena – prevista dall’articolo 10-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da sei mesi a due anni.

3. Reati tributari che si configurano sulla base dell’importo evaso

Alla seconda categoria appartengono i reati fiscali qui di seguito indicati.

Reato tributario di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. La pena – prevista dall’articolo 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da tre a otto anni.

Reato di dichiarazione infedele. La pena – prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da due anni a quattro anni e sei mesi.

Reato fiscale di omessa dichiarazione. La pena – prevista dall’articolo 5 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da due a cinque anni.

Reato di omesso versamento dell’IVA. La pena – prevista dall’articolo 10-ter del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da sei mesi a due anni.

Reato tributario di indebita compensazione. La pena – prevista dall’articolo 10-quater del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da sei mesi a due anni nelle ipotesi di crediti non spettanti e da un anno e sei mesi a sei anni nelle ipotesi di crediti inesistenti.

Reato fiscale di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La pena – prevista dall’articolo 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 – per questo reato è la reclusione da sei mesi a quattro anni. Se l’ammontare complessivo delle imposte evase è superiore a duecentomila euro si applica la reclusione da uno a sei anni (cfr. l’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74).

4. Reati tributari quali sono i più importanti?

Alla luce di quanto sopra descritto è evidente come sia assolutamente necessario prestare maggiore attenzione ai reati fiscali che si configurano a prescindere dall’importo evaso. I più frequenti, sotto questo profilo, sono i reati di emissione e utilizzo di fatture false.

Il presente articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce l’attività di un avvocato tributarista.

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